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Aglianico

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Il vitigno a bacca nera più diffuso in Campania è l’Aglianico il cui nome sembra derivare dalla città di Elea oppure quale corruzione del termine Ellenico. Le sue origini (ed il suo stesso nome) risalgono agli insediamenti della Magna Grecia nel Sud Italia, intorno al VII-VI secolo a.C.
Si adatta bene a differenti suoli ma esprime il meglio di sé su terreni collinari vulcanici, argillosi e calcarei. Vede in modo prevalente la sua produzione nel Sud Italia ed esattamente nelle zone della Basilicata, Puglia, Campania e Molise.
Vitigno a maturazione tardiva ha nella potenza e nella tannicità le sue migliori prerogative , le sue espressioni possono essere diverse secondo l’ambiente pedoclimatico.

Nella provincia di Avellino l’Aglianico è il vitigno dal quale prende vita uno dei capolavori enologici del Sud Italia: il Taurasi DOCG. Il Taurasi, infatti, è vino di punta tra i rossi Campani, in questo vino l’aglianico esprime tutto il suo vigore.
Proprio grazie al Taurasi (riconosciuto a Denominazione d’Origine Controllata e Garantita dal 1993 con DM 11.03.1993 G.U. 72 - 27.03.1993) l’Aglianico è stato conosciuto ed apprezzato sia in Italia che nel mondo.

La coltivazione di questo vitigno è significativa inoltre nelle campagne del Monte Vulture che dà origine all’Aglianico del Vulture, unico vino DOCG della provincia di Potenza e conosciuto esattamente come Aglianico del Volture Superiore.

L’Aglianico del Taburno DOCG è una variante prodotta in provincia di Benevento, nell’area del Monte Taburno dove vengono realizzati differenti vini. Sempre nel Sannio, viene prodotto il DOC Aglianico del Sannio.

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